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YOPAdvisors: conosciamola attraverso le parole dei suoi soci    

 

Stiamo parlando con i partner e i collaboratori di YOPAdvisors, uno ad uno, per conoscere la società dal loro punto di vista. Alla fine della nostra indagine, avremo un ritratto inedito di YOPA (così la chiamiamo internamente), che sarà il mosaico di tutto ciò che ogni singola persona da e riceve.

Il tratto caratteristico di YOPAdvisors è di essere una struttura fluida e mobile, nella quale ogni spunto viene preso in considerazione e valutato in relazione alle professionalità presenti, alle esigenze delle aziende clienti e del mercato.

Oggi abbiamo intercettato e intervistato Claudia Barzaghi, l’elemento più giovane di YOPAdvisors ma anche il più longevo all’interno della compagine societaria (se si eccettua il fondatore Claudio Balestrucci).

 

Un progetto giovane

Ciao Claudia, come sei approdata a YOPAdvisors?

Appena laureata sono andata a fare tirocinio presso lo studio commercialista di Claudio Balestrucci. Mentre stavo studiando per l’esame di abilitazione professionale, Balestrucci ha cominciato a parlarmi di un’idea che aveva in testa, come vedeva evolversi la nostra professione: in pratica ho assistito alla prima germinazione di YOPAdvisors.

Non avevo esperienze pregresse, e stavo studiando per fare la commercialista classica, fare insomma quello che avevo in testa fin da ragazzina.
Inizialmente, quindi, non ero molto allineata, non capivo bene la visione di Claudio, che cosa intendeva quando diceva di voler superare i servizi classici.
Ho comunque partecipato a tutti gli incontri, fin da subito (ovvero dal 2013 al 2015). Spinta dalla curiosità all’inizio, ho cominciato a capire e a sposare l’idea, fino a diventarne promotrice: avevo assimilato e fatto mio l’obiettivo e le idee alla base del progetto. YOPAdvisors cominciava a prendere forma.

 

L’entusiasmo di un progetto innovativo

 

Chiaramente, così giovane e senza esperienze precedenti, ero spaventata, sia per il confronto con persone più grandi e con un passato professionale denso e qualificato, sia per tutti i dubbi che assillano qualsiasi neolaureato che voglia decidere che strada prendere.

Ogni tanto, addirittura, mi sentivo un pesce fuor d’acqua; sensazione bilanciata, d’altro canto, dall’entusiasmo che sentivo crescere per il progetto YOPA (così chiamiamo internamente il progetto): avevo insomma due anime diverse. Ha vinto quella dell’entusiasmo!

Non ho esperienze precedenti, quindi posso dire, a ragion veduta, che sono il prototipo di YOPAdvisors: man mano che passa il tempo, e YOPAdvisors cresce, la paura sta svanendo. 

 

Che cosa ti ha dato YOPAdvisors?

 

La cosa più importante è che, a differenza dei miei coetanei che stanno affrontando il percorso canonico, conoscere così tante realtà e persone è una fonte di arricchimento impagabile. Ho la possibilità di confrontarmi con personalità, settori e servizi differenti.
Per fare un esempio, non avrei mai pensato di essere invitata a riunioni, gestire incontri e servizi per il settore Aereoportuale: provengo da un’area geografica famosa per le piccole e medie imprese del comparto produttivo dell’industria manifatturiera. Invece mi sono trovata a lavorare per oltre due mesi a una Due Diligence per una compagna aerea.

E tu che fai in YOPAdvisors?

 

Credo di portare freschezza… Sarà l’età (ho come minimo dieci anni di esperienza meno del socio più giovane) ma credo di portare idee nuove rispetto alle abitudini maturate negli anni dagli altri partner (anche in merito all’uso delle tecnologie digitali).

 

Che cosa prevedi per il futuro di YOPAdvisors?

Prevedo che il lavoro interno di organizzazione porti YOPAdvisors a diventare una struttura di riferimento nel settore, un brand riconosciuto. E con organizzazione intendo un processo di strutturazione interna in continua evoluzione: grazie a un nuovo partner, con un’esperienza legata alla gestione e organizzazione aziendale, stiamo definendo ruoli e responsabilità all’interno della società, creando un organigramma aziendale aderente alle diverse professionalità e personalità, per lavorare in team, su progetti specifici. Così facendo evitiamo il rischio di diventare un altro studio professionale. Vorrei che diventassimo un esempio: un nuovo modo di fare consulenza… si può fare!

 

Il mio futuro in YOPAdvisors?

 

Che domanda difficile! Per fortuna non è un colloquio!
Scherzi a parte, vorrei avere la possibilità di diventare io stessa un punto di rifermento all’interno della società. Vorrei portare avanti molti progetti e diventare il punto di riferimento per un’area specifica: al momento sono concertata sulle finanze alternative (nello specifico adesso sto seguendo e valutando campagne di equity crowdfunding),  e mi vedo bene a coordinare questo servizio, declinato in numerose possibilità per andare incontro alle diverse esigenze delle Piccole e Medie Imprese italiane.

 

E, cara Claudia, è quello che ci auguriamo tutti in YOPAdvisors!