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Aggiungere le buone abitudini, eliminare quelle cattive

Torniamo sempre ai consigli per motivare i dipendenti che ci arrivano da Ilya Pozin. Dobbiamo ammettere che, al momento, la maggior parte dei consigli sono di natura additiva: aggiungono sempre qualcosa all’esperienza del lavoro insieme, e nulla tolgono. E quando si toglie qualcosa, sono le cattive abitudini. E ovviamente è tutto funzionale alla creazione di un ambiente di lavoro armonico!

Perché, infatti, criticare in maniera repressiva e non costruttiva è un’abitudine cui rinunciare. Come lo è avere una linea di comando troppo lunga: troppi capi forniscono messaggi contrastanti e inquinano le procedure di produzione. Inoltre, si perde il contatto con i dipendenti in prima linea, che constatano le difficoltà concrete che emergono nello svolgimento del lavoro.

 

Il settimo consiglio di Ilya Pozin

 

Al settimo posto della lista dei suoi nove consigli, troviamo quindi:

 

Date riconoscimenti e piccole gratificazioni. Riconoscimenti e gratificazioni possono essere espressi in diversi modi: segnalate in una riunione qualcuno per un suo successo. Promuovete competizioni o giochi interni e tenete traccia dei risultati su lavagne visibili a tutti. Anche premi tangibili, e neanche troppo onerosi, possono essere una buona idea: ad esempio, provate con cene, trofei, giornate alla SPA o anche targhe commemorative.

 

Give recognition and small rewards. These two things come in many forms: Give a shout out to someone in a company meeting for what she has accomplished. Run contests or internal games and keep track of the results on a whiteboard that everyone can see. Tangible awards that don’t break the bank can work too. Try things like dinner, trophies, spa services, and plaques.

 

Dare riconoscimenti…

 

…in privato

 

Dare riconoscimenti. Torniamo indietro con la memoria, e vediamo che consigli assimilabili sono già stati dati: essere generosi con i complimenti e portare fuori a pranzo un dipendente a settimana per evidenziare l’apprezzamento del suo lavoro.

Può essere che Pozin torni a ripetersi? Può ben essere, visto che si tratta di riconoscere i meriti, che è forse la mossa più intelligente che possa fare un buon capo! Ma se andiamo ad analizzare bene tutto il testo di questo settimo punto, possiamo riconoscere che ha una sfumatura diversa rispetto agli altri.

Vediamo infatti che il primo e il sesto consiglio si soffermavano sul rapporto diretto tra il capo e il dipendente, anche se sono azioni “pubbliche”: riconoscere il merito di un dipendente, a voce o sottolineando con un pranzo insieme, sono sì azioni evidenti a tutti i dipendenti, e possono suscitare un desiderio di emulazione e di crescita in tutto il corpus aziendale, ma sono anche private, nel senso che si fondano su una comunicazione one-to-one.

 

…e in pubblico

Invece questo settimo consiglio nasce per sua stessa natura in terreno pubblico, condiviso: l’idea di lodare un dipendente in riunione ha ben altra valenza e peso che lodarlo in privato (anche se a portata delle orecchie dei colleghi); organizzare dei contest per eleggere il miglior impiegato della settimana, o del mese, coinvolge tutti i colleghi e li stimola a fare sempre meglio (anche se bisogna vigilare che la competizione rimanga sana, e non sfoci in rivalità); organizzare momenti di gioco e di condivisione, magari anche dissociati dal contesto lavorativo, e con l’assegnazione di premi finali, è anche un gran bel modo di stimolare lo spirito di gruppo e orientare i colleghi verso lo stesso scopo, ovvero il benessere dell’azienda e dei suoi collaboratori (ed è quello che comunemente viene chiamato team building).

 

Un posto di lavoro armonico

Lavorare bene, lavorare meglio

 

Insomma, motivare è proprio lavorare per creare un ambiente di lavoro armonico; e, di conseguenza,  creare un ambiente di lavoro armonico permette di lavorare meglio: un circolo virtuoso che si avvia e si alimenta man mano, osservando l’azienda da fuori e da dentro, ascoltando l’imprenditore, il management e i lavoratori (con feedback da consulenti e clienti).

 

La Rochefoucauld e il merito

 

Per questo, concludiamo l’analisi di questo consiglio con una citazione di La Rochefoucauld: “Esiste merito senza successo, ma non esiste successo senza qualche merito”. Per ricordare a tutti i bravi capi che per avere successo, bisogna premiare il merito. Anche perché già soltanto premiare il merito, è esso stesso un successo.

 

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