Il primo giorno di settembre è il lunedì mattina dell’anno.
(azael, Twitter)

 

Oggi è il primo lunedì di settembre, e riprendiamo le nostre attività con lena ed entusiasmo! Ciononostante – ma forse proprio per questo – siamo ancora in grado di farci una bella risata quando leggiamo battute sul rientro al lavoro come quella qui sopra, che abbiamo letto su Twitter!

 

Per questo ricominciamo alla grande con i nostri lunedì per dare la carica!

 

Lo humor nero da lunedì mattina ci regala una risata, ma Confucio ci indica la via:

“Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita”.

 

Sappiamo bene che scegliersi il lavoro è un privilegio, e che capita a volte di non essere soddisfatti di svegliarsi al mattino e cominciare a lavorare.

Però ci siamo detti: e se ci fosse un modo per trasformare la nostra routine e pian piano cominciare a modificare la nostra predisposizione verso la nostra quotidianità? Fare sì che cambi la nostra attitudine verso le abitudini, cambia anche la nostra mentalità e il nostro umore.

Ci sono un sacco di detti popolari che secondo noi vanno assolutamente ripresi e contestualizzati, come “Aiutati che il ciel t’aiuta” o “Sorridi, e la vita ti sorriderà”. Applicato al lavoro significa, semplicemente, aiutare noi a trovare la giusta motivazione e la giusta carica per ricominciare!

 

Qualche idea per

 

Per farlo, ci siamo dati dei compiti, che poi abbiamo tradotto in una lista, da spuntare man mano:

 

  • Il primo passo, è, appunto, farsi una lista. Incominciamo a buttarle giù, alla rinfusa. Su carta, sul telefono, su un documento word, sulla nostra app di planning preferita (possiamo consigliare OneNote, Evernote, ToDoIst, Trello). Poi passeremo a metterle in ordine di importanza. Anzi, meglio di priorità. Una cosa importante da tenere in mente è che la lista deve essere una sola!
  • Rileggersi la lista! Qui stiamo parlando di lavoro. Nella lista ci sono per caso finiti dentro argomenti not-work-related? Spostiamoli nella lista della vita privata!
  • Come terzo passo, organizziamo la nostra scrivania: il nostro luogo di lavoro deve essere un luogo piacevole e costruito su di noi, come persone. Ci piace un ordine pulito, semplice, spartano? Via tutto il superfluo! Ci piace tenere sotto controllo la giornata? Allora orologi, calendari, cancelleria in ordine, blocchetti, telefono. Avere vicino il pensiero dei nostri cari e della nostra vita ci fa essere più rilassati e produttivi? Allora sistemiamo fotografie, tazze, colori per sentirci come a casa.
La scrivania secondo l’Huffington Post

 

 

Insomma, lo avrai capito. Siamo tutti diversi, ed è necessario che ognuno si fermi un attimo a pensare a ciò che lo fa sentire a proprio agio per meglio affrontare la giornata lavorativa, in un ambiente confortevole. Il famoso benessere di YOPAdvisors!)

  • Poi, vogliamo pensare a un’immagine positiva che associamo al nostro lavoro, magari possiamo anche scriverla e appendercela davanti al naso, per averla sempre sotto gli occhi (e poi leggerla di nuovo ogni volta che dobbiamo affrontare un punto ostico della lista).
  • È quindi ora di cominciare a lavorare seguendo i punti della lista ma (c’è sempre un ma) tener sempre presenti i propri ritmi: siamo mattutini? O siamo dei diesel che cominciano a carburare dopo pranzo? O, ancora, siamo al nostro meglio nel pomeriggio? Ecco, allora la nostra priorità sarà spostare le nostre voci prioritarie alle ore in cui siamo più produttivi e reattivi.
  • Ogni tanto ci prendiamo delle pause, e le trascorriamo con i colleghi: la condivisione è importante per ricostruire le dinamiche del lavoro di squadra.
  • E ricordiamoci di aggiornarci. Ebbene sì: siamo stati via una sola settimana, magari… ma in quella settimana sono magari sorte delle novità delle quali – giustamente! – non abbiamo avuto notizia in tempo reale. Informiamoci e torniamo sul pezzo: che soddisfazione!
  • Ed infine… Ridere! Un po’ di humor, specie se condiviso, migliora l’umore, allevia lo stress e può magari aiutarci non solo ad affrontare il temuto rientro, ma anche a darci uno sprint in più. C’è persino uno studio di Harvard che collega lo humor a un avanzamento di carriera, in quanto considerato come sicurezza di sé: insomma saper ridere e saper far ridere potrebbe essere un bel segnale di leadership. Attenzione, ci raccomandiamo, però alle battute inappropriate!

 

Come prima lista, per la nostra prima settimana del nuovo anno produttivo, può bastare!

Hai altri consigli? Scriviceli a info@yopadvisors.com

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