Chi è YOPAdvisors e chi sono i partner YOPAdvisors.

 

Ci mettiamo la faccia. E dopo aver ascoltato da Claudio Balestrucci, fondatore e presidente, la nascita di YOPAdvisors e qual era il principio generatore di questa società, oggi è il turno di Anita Testa.

Anita è socia e partner fin dall’inizio. Le chiediamo come è arrivata a YOPAdvisors e le sue motivazioni per salire a bordo.

 

Anita, che cosa è YOPAdvisors per te e perché hai deciso di farne parte?

 

Nel 2015 ho ricevuto una email da Claudio, che mi spiegava le sue idee, la sua visione, i suoi obiettivi per avviare un nuovo percorso per la nostra professione (in molti siamo commercialisti, come formazione ed esperienza). Inizialmente ero abbastanza scettica: pensavo che la mia esperienza fosse troppo classica per un approccio così innovativo. La boutique che Claudio aveva in mente sarebbe stata molto specialistica, e non vedevo quali punti di contatto ci sarebbero stati con la mia attività quotidiana.

Da buon presidente, Claudio ha invece insistito – a ragione come abbiamo visto – e mi ha chiesto di partecipare a degli incontri con lui e altri professionisti del settore, per spiegarci i suoi obiettivi e per chiederci di partecipare a uno scambio produttivo di idee. Balestrucci ha avuto l’enorme merito di individuare professionisti con specializzazioni diverse, ma tutti accomunati da una percezione affine sul proprio lavoro: quali debbano essere gli scopi del lavorare, il farlo in maniera efficace, fluida, collaborativa e sempre attenta al presente e alle pianificazioni.

Tre anni dopo sono ancora qui a dargli ragione: l’empatia che si era creata in quei primi giorni, dura ancora, e ci ha sostenuto nell’affrontare un percorso di evoluzione nato dalla domanda: come vogliamo lavorare insieme?

 

Come avete affrontato la nascita di YOPAdvisors?

 

Il primo pensiero, il più facile, è stato di unire le clientele, ma, tolta tutta una serie di problemi logistici effettivi (dove andiamo, come gestiamo il nostro personale, come trattiamo i clienti), ci siamo resi conto che avremmo rischiato di diventare uno studio associato. E uno studio associato era proprio la forma che volevamo evitare: è un istituto storico e sicuramente valido, ma non era adatto e non riusciva a contenere tutti gli elementi della nostra vision comune.

Decidemmo quindi, di comune accordo, di costruire un progetto ex novo, parallelo e separato dalle nostre attività (che ancora permangono). Il passo successivo fu poi quello di costituirci in una Società tra Professionisti a responsabilità limitata. Poi ci siamo organizzati internamente, creando comitati e gruppi di lavoro che comunicassero a flusso continuo tra di loro; e infine assegnando ruoli di gestione interna ed esterna, per cominciare ad avviare un piano di progetti e servizi da offrire a clienti vecchi e nuovi.

Altro punto da risolvere fu la scelta della sede: aveva senso in fase di startup impegnarsi con un affitto per ospitare tutti i soci? Chiaramente no, anche per le questioni logistiche di cui sopra. Infatti, per un po’ abbiamo avuto la sede legale presso lo studio di uno dei soci. Col tempo, cominciando a lavorare attivamente, abbiamo iniziato a sentire la necessità di uno spazio dedicato totalmente alle attività YOPAdvisors (e non ai soci e alle loro attività parallele): ed ecco visualizzarsi il concetto di coworking. Uno spazio aperto a tutti, di condivisione e lavoro collaborativo, dove fare anche riunioni, incontri con clienti e consulenti. Ma soprattutto un luogo dove sviluppare e creare lavoro, un luogo socratico direi, dove riunirsi è occasione di dialogo, di elaborazione delle idee,  di definizione dei problemi e individuazione delle soluzioni o dei modi di procedere.

 

Per tornare al tuo rapporto con YOPAdvisors: perché sei in YOPAdvisors? Hai accennato alla vision YOPAdvisors, ma vorremmo capire anche le tue motivazioni.

Ho condiviso l’idea di YOPAdvisors perché credo che il futuro della professione del commercialista sia verso l’ambito della consulenza. Secondo me bisogna andare oltre l’idea del professionista che sa tutto del cliente ma poi, per questioni di tempo e di ruolo si limita ad eseguire l’incarico conferitogli, ma non assiste il cliente nella cosa più importante per lui: il suo business.

Aggiungo che l’idea di imparare e cimentarsi in nuove e stimolanti esperienze è stato il vero sprone. I lavori molto tecnici, specie se affrontati quotidianamente in dosi massicce, lasciano poi poco spazio ad approfondimenti e ampliamenti di competenza. Invece ho voluto superare la ripetitività e concentrarmi su un percorso che mi porta a lavorare e a fare formazione continua.

Inoltre, ultimo ma non ultimo, ho così la possibilità di entrare in contatto con clientela e professionisti interessanti e variegati, offrendomi opportunità elettrizzanti.

 

Dopo tre anni, qual è il tuo primo bilancio? Che cosa ti ti porti a casa oggi dal tuo lavoro in e per YOPAdvisors?

 

Ho la possibilità di confrontarmi quotidianamente con colleghi preparati e con clienti di alto profilo: è uno stimolo continuo al miglioramento, sia professionale che personale. Condividiamo insieme un progetto e stiamo creando qualcosa di grande e unico. Insieme creiamo valore.

 

E per il futuro?

 

Vedo per YOPAdvisors un ulteriore incremento delle attività; siamo cresciuti e stiamo crescendo (anche in termini di collaborazioni e impiegati), anche perché il tempo, e il nostro impegno, permettono di far capire ed apprezzare questo nuovo modo di lavorare. E spero proprio che continueremo a farlo.
Per quel che riguarda me, in maniera direttamente proporzionale a YOPAdvisors, sta aumentando – e promette di farlo ancora in futuro – la mia partecipazione operativa. Per me ora YOPAdvisors è una priorità. Nello specifico mi occupo dei progetti interni di organizzazione e di coordinare il servizio YOPAdvisors per il bonus in Ricerca e Sviluppo. Ognuno di noi partecipa a diversi gruppi di lavoro in un’ottica di coinvolgimento reciproco e di continua collaborazione. È questo il bello di YOPAdvisors: non lavoriamo MAI a compartimenti stagni, siamo tutti coinvolti nelle attività della società, per collaborare e creare un sistema di informazione e gestione del lavoro fluida e modulare, in modo da offrire una copertura completa a tutte le esigenze dei clienti.

Inoltre, YOPAdvisors per me garantisce la tranquillità ai professionisti: un lavoro che rischia di essere solitario in YOPAdvisors fornisce supporto, scambio, comunicazione, comunità e protezione. Va da sé che in un ambiente così il lavorare diventa un piacere!

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