Buon anno di buoni propositi!

Ogni anno, puntualmente, aspettiamo lo scoccare della mezzanotte tra il 31 dicembre e il primo gennaio pensando: l’anno prossimo sarà diverso, mi organizzerò diversamente, sarò più preparato. Convinti, tutti quanti, di aver imparato la lezione, e che il nuovo calendario porterà nuovi percorsi costruiti sui buoni propositi.

Ed eccoci di nuovo qui! Nel nuovo anno!

In un 2019 carico, appunto, di buoni propositi, progetti e programmi.

 

I Buoni Propositi: amici o nemici?

Siamo sinceri. Chi non si è fatto prendere la mano dai buoni propositi? Magari ne facciamo troppi, e non riusciamo a esaudirli tutti. Oppure ne facciamo troppi pochi, con il rischio di essere poco propositivi e rimanere insoddisfatti di noi stessi. O magari non sono realistici, perché non teniamo conto di una variabile fondamentale: noi stessi. O invece non sono realizzabili, perché la situazione che viviamo non è il terreno più fertile per seminare e aspettare che germogli il nostro proposito. O magari sono troppo alti; o troppo bassi.

Insomma, i buoni propositi partono sempre dalle migliori intenzioni, ma, per evitare che si trasformino in boomerang, e – se disattesi – ci lascino con l’amaro in bocca, prima di formularli dovremmo forse essere più ponderati e farci prendere meno la mano dall’entusiasmo.

 

La ricetta dei buoni propositi

Ci siamo quindi chiesti come stilare una lista di buoni propositi realizzabili.

 E mentre lo facevamo ci siamo imbattuti nuovamente in Amy Cuddy, che ha recentemente riproposto una lista di consigli[1] per come affrontare la nostra lista, quella dei propositi.

La Cuddy, Psicologa Sociale ad Harvard, ci ricorda che per essere ben predisposti verso la messa in pratica dei nostri propositi, bisogna abbandonare l’idea che essi siano raggiungibili velocemente. No. Per raggiungerli bisogna fare piccoli passi ogni singolo giorno: è questione di perseveranza.

La stessa perseveranza e pervicacia che bisogna mettere in atto (gently, dolcemente, sottolinea lei) per arrivare governare la Presence.

 

I principi della Presence di Amy Cuddy

Presence e Buoni Propositi
Non padroneggiamo la presenza presence in una notte. Ci arriviamo spingendoci avanti dolcemente, un passo in più ogni volta che affrontiamo una grande sfida. Lo stesso vale per i buoni propositi.

 

Ecco la sua lista:

  1. Presence è approcciarsi alle proprie grandi sfide senza timore, eseguendole senza ansie, ed abbandonandole senza rimorsi.
  2. Per essere present dobbiamo essere in grado di accedere alla versione migliore di noi stessi.
  3. Il modo in cui raccontiamo le nostre storie a noi stessi è importante: se non crediamo noi stessi alle nostre storie, perché dovrebbe qualcun altro?
  4. Dobbiamo focalizzarci meno sull’impressione che facciamo sugli altri, e più sull’impressione che facciamo su noi stessi.
  5. Quando siamo present, trasmettiamo convinzione, passione e sicurezza senza arroganza.
  6. Quando siamo present con gli altri, li invitiamo ad essere present anche con noi.
  7. Sentirsi forti sul piano personale libera la nostra ampiezza di banda, riduce l’ansia e ci permette di vedere le sfide come opportunità invece che minacce.
  8. I nostri corpi danno forma alle nostre menti, le nostre menti danno forma ai nostri comportamenti, i nostri comportamenti danno forma ai nostri risultati.
  9. Quando ci sentiamo impotenti, il nostro linguaggio del corpo comunica chiusura; quando ci sentiamo forti, si espande.
  10. Quando ci espandiamo, ci sentiamo forti e diventiamo present.

 

Non padroneggiamo la presence in una notte. Ci arriviamo spingendoci avanti dolcemente, un passo in più ogni volta che affrontiamo una grande sfida.

 

Essere presenti

Essere present significa dare il meglio di sé, in un costante stato di grazia in cui atteggiamento mentale e corporeo sono allineati, in sintonia, e trasmettono forza e fiducia. Perché vi facciate anche voi la vostra idea,  vogliamo anche segnalarvi questo video in cui la stessa Cuddy ci racconta che cosa è la Presence (presenza):

 

Il buon proposito di padroneggiare I buoni proposti

E quindi eccoci qui, di nuovo, arricchiti e rafforzati nel nostro buon proposito di padroneggiare i nostri buoni propositi: lentamente; giorno per giorno; costruendo e mantenendo l’abitudine di procedere a piccoli passi, ma inesorabili.

L’obiettivo sono le piccole e grandi conquiste che faranno grande il nostro 2019.

Adesso, con questa consapevolezza, torniamo a fare la nostra lista dei buoni propositi per il nuovo anno. Che sia realizzabile, misurabile e vincente!

Quali sono i vostri propositi? Avete già un bilancio su cui basarvi e un piano d’azione?

 

 

[1] La lista della Cuddy ci riposta al suo libro (e al suo intervento TED Talk) “Il potere emotivo dei gesti” (Presence, 2015)

 



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