“Quando la Cina si sveglierà, il mondo tremerà”  Napoleone Bonaparte

 

Questa settimana ci siamo imbattuti in diversi articoli che avevano come denominatore comune la Cina. Articoli recenti e articoli di qualche tempo fa, che si riproponevano in testa alle nostre ricerche.

Un caso? Oppure gli algoritmi leggono il nostro interesse per l’argomento e anticipano il lancio pubblicazione di nostri imminenti e nuovi servizi? Chissà! 😊

Quale che sia la risposta (ma confidiamo nella vostra perspicacia), vorremmo segnalarvi alcune letture interessanti, che ci fanno aprire gli occhi su un mercato che non è più nascente, ma è addirittura in piena propulsione, e al quale ancora non siamo del tutto preparati e che ancora non conosciamo bene, dal punto di vista culturale.

 

I Millennials: prossima fermata Estremo Oriente

 

Ci pensa Raffaella Guidi Federzoni, responsabile commerciale estero della casa vinicola Fattoria dei Barbi, ad aprire le danze e parlarci (a noi YOPAdvisors) di Cina. E lo fa, intelligentemente, cercando di mettersi nei panni delle nuove generazioni, dei Millennials, che si affacciano sul mercato. Mercato che, oggi, è sempre più ampio.

Il suo punto di vista, afferma, è quello di una occidentale illuminata, fatta di “bisnipoti di una borghesia progressista e colta”: e incoraggia a non aver paura della concorrenza della nascente classe media cinese che “galoppa, nel piantare vigneti estesissimi, assemblare botti costose ed assumere i migliori consulenti”. Perché anche i cinesi hanno i loro Millennials che, proprio come i nostri, si stanno aprendo alle culture dei mercati coi quali dialogano, trovando punti di contatto nella comunicazione e trattativa commerciale. Inoltre, nel mercato del vino, i loro palati diventano sempre più raffinati, e interessanti per le esportazioni dei nostri vini di qualità. Raffinati ma ancora da formare, perché liberi dalle influenze di gusto imposto da anni di cultura del vino italiana.

 

Una riflessione su casi realmente avvenuti di esportazione in Cina

Dal magazine del sito Exportiamo.it, leggiamo un intervento di Rosario Di Maggio, Director of Business Development presso Vistra Shanghai che porta in luce storie di successo di esportazione (o migrazione) nel mercato cinese.

Arredamento, design, gioielli, moda, prodotti per la casa, trasporti, svago, cibo, cosmetici, e innumerevoli altri settori, trovano nella classe media cinese un bacino di acquirenti sempre più ampio. E questo grazie anche a nuovi modelli di business che si aggiungono a quelli tradizionali: come la vendita online (E-commerce), ad esempio, che raggiunge i consumatori in maniera più immediata; da aggiungere anche i costi della logistica bassi, l’abbassamento delle tariffe d’importazione, l’apertura di settori che prima erano inaccessibili. Ulteriore elemento di appetibilità è anche il fatto che la classe media, che ad oggi ammonta a circa 225 milioni di famiglie, arriverà a 275 milioni entro due anni[1].

La Cina come terra di grandi opportunità, ma anche di grandi, grandissime, enormi difficoltà: culturali, burocratiche, economiche. Infatti, per raggiungere gli altissimi livelli di soddisfazione e ricompensa bisogna superare gli ostacoli di cui sopra, che si complicano anche per la barriera linguistica. L’articolo cita espressamente tre delle maggiori difficoltà: un “sistema legislativo giovane e imprevedibile, problemi amministrativi e un’applicazione della legge ancora spesso discrezionale”. Di Maggio inanella una serie di consigli molto validi alle aziende che vogliano intraprendere la strada della seta al contrario. Quello più solido, per chi deve ancora fare i primi passi, è trovare i consulenti giusti.

 

Cina, regina delle Export Made in Italy

 

L’ultimo articolo che ha catturato la nostra attenzione è quello di Luigi Bidoia su Ulisse Magazine. È un’analisi tecnica dei dati effettivi relativi alle destinazioni degli export del Made in Italy degli ultimi anni.

Si scopre, ma senza stupore, che nel settore dei prodotti per la persona di fascia alta (ma anche dei prodotti per la casa) la richiesta del mercato cinese sta scavalcando quella degli altri mercati destinatari storici dei nostri prodotti di bandiera.

La crescita dell’economia cinese ha un’intensità mai sperimentata prima in altri casi e periodi storici. Perciò tutte le previsioni per le esportazioni verso la Repubblica Popolare Cinese rischiano di essere sottostimate.

 

Come vedete, c’è tanto da ragionare su questo argomento. La strada per l’oriente ha sempre avuto fascino e un gusto esotico. Che però, oggi, richiede una preparazione molto solida. E le ultimissime notizie ci ricordano che bisogna essere molto attenti e preparati quando si affronta un percorso verso (relativamente) nuovi mercati, e in costante evoluzione.

E voi? Siete pronti? Parliamone!  

 

 

 

[1] Fonte Economist (9 luglio 2016) che riporta a sua volta i dati di uno studi di McKinsey

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