Il 4° report italiano sul crowdinvesting

Lo scorso 18 Luglio l’Osservatorio del Politecnico di Milano ha presentato il 4° report italiano sul crowdinvesting.

L’Osservatorio sul crowdinvesting studia, ogni anno, quel sottoinsieme del crowdfunding laddove singole persone fisiche (ma anche investitori istituzionali e professionali) possono aderire direttamente ad un appello rivolto alla raccolta di risorse per un progetto imprenditoriale.  Attraverso una piattaforma internet abilitante, gli investitori possono concedere un prestito (lending-based model); oppure possono scegliere di orientarsi verso l’equity-based model, sottoscrivendo quote del capitale di rischio della società.

 

 

Analisi dei dati: equity crowdfunding

L’analisi dei dati del 2018 ha confermato il crescente interesse che imprese ed investitori stanno rivolgendo a questi strumenti.

Infatti, per l’equity crowdfunding nel 2018 sono state pubblicate 143 campagne di raccolta su 35 portali: di queste, 115 si sono concluse con successo. In Italia, la raccolta complessiva è stata di € 49 milioni.

I capitali raccolti sono per lo più destinati a progetti di marketing e comunicazione o a sviluppo ICT, e la maggioranza degli emittenti è composta da startup innovative (al 72%), per quanto il Regolamento di Gennaio 2018 dia facoltà anche alle PMI tradizionali di avviare campagne.

 

La valutazione pre-money media delle società emittenti si aggira intorno a € 1,5 milioni, mentre il valore medio delle campagne è € 170.000, a fronte di un investimento singolo medio di € 4.000 circa.

 

Il 2018, tra l’altro, è stato l’anno in cui è cominciata la valutazione dei risultati: alcune società hanno fatto secondi (o addirittura terzi) round di raccolta capitali; ci sono state le prime exit, dovute a IPO o ad acquisizioni; e, fisiologicamente, c’è stato anche qualche writeoff.

 

Inoltre, alcune modifiche sono in fase di studio per l’equity crowdfunding: CONSOB sta valutando la possibilità che i portali siano ammessi a collocare titoli di debito; e ha stabilito l’adeguamento al Regolamento (UE) 2017/1129 per la diffusione di notizie, svolgimento di indagini di mercato e raccolta di intenzioni di acquisto.

 

 

Analisi dei dati: lending crowdfunding

Per quanto riguarda il lending crowdfunding, il Report sottolinea che sono state erogati prestiti per € 207 milioni, sulle tredici piattaforme esistenti in Italia: sei dedicate al mercato consumer (che insieme hanno totalizzato oltre € 122 milioni di sottoscrizioni per richieste di privati) e sette al business (che hanno erogato circa € 84 milioni di prestiti a imprese ed aziende).

 

Da segnalare il fatto che, dal punto di vista dell’investitore, le piattaforme consumer propendono per una gestione sul modello “diffuso”, ovvero con la suddivisione del denaro investito su numerosi crediti diversificati; mentre, di contro, nel mercato business prevale il modello di investimento diretto, con la possibilità di scegliere su quale progetto allocare i propri soldi.

 

Analisi dei dati: il Real Estate Crowdfunding

 

Una menzione a parte ha il settore immobiliare, che viene recepito sia sulle piattaforme di equity sia su quelle di lending crowdfunding.

Infatti, partendo dalle due registrate nel 2017, sono addirittura triplicate nel 2018: oggi ne troviamo tre di equity crowdfunding e altrettante di lending (con altre in arrivo), che hanno totalizzato l’anno scorso oltre € 15 milioni. Di questi 15, quasi 9 milioni sono stati raccolti su 8 progetti di equity.  

 

Insomma, sono numeri che cominciano ad essere interessanti e che possono portare il crowdinvesting a diventare un punto di riferimento per l’accesso al credito dell’imprenditoria italiana.

 

 

 



Vuoi approfondire? La tua opinione ci interessa! Scrivici e ti ricontatteremo.