Contrastare il Blue Monday

Oggi è il tanto temuto e bistrattato Blue Monday. In realtà il terzo lunedì dell’anno, va considerato per quello che è: un lunedì di lavoro. Per di più invernale, nel nostro emisfero. Un lunedì che va affrontato come tutti gli altri lunedì. 

Quindi, per contrastare la tendenza autoavverante di questa profezia pseudoscientifica, che ci vuole abbacchiati nel giorno più triste dell’anno, vogliamo riflettere su un paio di argomenti che a prima vista non sembrano collegati, ma, andando ad approfondire, ci accompagnano sullo stesso sentiero: l’evoluzione del mondo del lavoro

 

L’evoluzione del mondo del lavoro tra innovazione digitale e soft skills

 

Sul Sole 24 Ore Biagio Simonetta racconta l’evoluzione del modo di concepire il lavoro, seguendo lo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’uso che ne fanno le nuove generazioni digitali; generazioni che nel 2021 saranno la quota maggiore della forza lavoro.

Simonetta fa riferimento allo studio Future of Work di IDC, che prevede che le maggiori aziende al mondo, per aderire e assecondare la svolta culturale e tecnologica, cambieranno anche il concetto dello spazio di lavoro. Si punterà sulla produttività, non sulla presenza in ufficio: infatti si lavorerà «ovunque, in qualsiasi momento, su ogni device, mutuando l’inclinazione di millennial e nativi digitali».

Un cambiamento dirompente, che dovrà per forza creare nuovi strumenti di valutazione per le risorse umane: non più KPI, ma KBI, Key Behavioural Indicators. Le capacità chiave delle persone saranno la collaborazione, la comunicazione, la capacità di risolvere i problemi, di individuare e raggiungere risultati e obiettivi: insomma, quelle che ad oggi ancora chiamiamo soft skills, in un domani molto vicino saranno la vera misura del valore aggiunto dei collaboratori.

 

Nuovi business model: cambiamento culturale e integrazione con la vita privata

 

Il cambiamento di business model è al centro anche delle riflessioni di Sabrina Colombo, business coach e CEO di Mastermamma, nella sua intervista a Persone&Conoscenze (rivista di Este Edizioni, dedicata al mondo HR).

L’evoluzione del mondo del lavoro porta le aziende a faticare nel trovare il personale adatto alle mansioni richieste. Il cambiamento di business model, di cultura e processi aziendali, per non essere fallimentare ha bisogno di essere supportato da una figura di riferimento che piloti lo sviluppo, concentrandosi su attitudine al cambiamento, coinvolgimento e soft skills.

Un programma di business coaching e di attenzione al benessere del personale è assolutamente propedeutico, e necessario, per accompagnare il processo di evoluzione e sviluppo dell’approccio al lavoro. Benessere che, specifica Colombo, non deve essere inteso unicamente come riferito all’ambito lavorativo, ma deve essere olistico, e integrare anche quello inerente la sfera privata, familiare.

Questo aspetto è fondamentale non solo per rispondere a un’esigenza di benessere, percepita come condizione per avviare un cambiamento; ma anche, come dicevamo sopra, per adeguarci alla fluidità e flessibilità (sia di luogo che di tempo) che il nuovo mondo del lavoro chiederà a lavoratori ed aziende.

 

Il ruolo del business coach

 

Siete anche voi d’accordo che i due argomenti sono strettamente correlati?

Il nostro Blue Monday si fa quindi interessante, animato dalla sfida (positiva) del cambiamento verso nuovi business models. E chi, se non un business coach, può accompagnare te e la tua azienda verso l’elasticità imprenditoriale e generazionale?



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