Finanza Alternativa: le prime novità nel 2019

Il 2019 comincia con gli occhi puntati sulle novità in tema Finanza Alternativa. Cresce, infatti, il ricorso alle modalità di finanziamento alle imprese che fanno uso delle tecnologie informatiche (ognuna con i propri processi).

Abbiamo già segnalato più volte che siamo nel pieno di un cambiamento economico epocale. Basti tornare ai risultati dei Quaderni di Ricerca dell’Osservatorio sul Crowdinvesting (School of Management del Politecnico di Milano): i capitali raccolti nel 2018 superano, in Italia, i € 37 milioni. Tantissimi, se considerati a fronte dell’ancora esiguo numero di imprese che accedono ai servizi di Finanza Alternativa.

Questa “mutazione genetica” dell’economia del credito è sempre più evidente anche grazie agli interventi degli Enti e delle Istituzioni: tutti questi nuovi servizi sono oggetto di nuovi regolamenti, dovuti alla volontà di integrarli nel quadro normativo attuale. Sia a livello Nazionale che a livello Comunitario.

Un esempio è il Regolamento CONSOB per l’Equity Crowdfunding, primo in Europa, che giusto a gennaio ha compiuto il primo anno di vita. E che ha stimolato le discussioni a proposito di un Regolamento Europeo.

 

Le novità per l’Equity Crowdfunding

 

CrowdFundingBuzz ci informa che quest’anno comincia con delle novità previste dalla Legge di Bilancio 2019. Novità che potrebbero rappresentare un ulteriore incentivo per le StartUp e PMI.  

In discussione sono l’aumento della detrazione d’imposta al 40% per persone fisiche o giuridiche che investono nel capitale di startup o PMI innovative. Inoltre, per le società è prevista una detrazione dall’imponibile del 50% degli investimenti messi in atto per l’acquisizione di startup innovative.

Al momento queste misure non sono ancora attive perché aspettano l’approvazione della Commissione Europea.

Viene intanto fatta chiarezza sulla possibilità di investimenti in campagne di Equity Crowdfunding da parte di chi è all’interno del Regime Forfettario: se nella prima bozza il Forfettario veniva escluso per chiunque avesse partecipazioni, anche minime, in SRL, ad oggi la Legge permette investimenti a condizione che gli investitori:

  • non controllino direttamente o indirettamente la SRL in cui hanno partecipazioni;
  • le cui attività economiche non siano riconducibili alle attività tipiche della società in cui investono.

 

 

Crowdfunding e Minibond: questo matrimonio s’ha da fare?

 

Sempre CrowdfundingBuzz, assieme al Sole24Ore, tocca un altro punto toccato dalla Finanziaria: la possibilità di emettere minibond tramite piattaforme di equity crowdfunding.

CONSOB dovrà verificare se e come accogliere lo strumento dei minibond sulle piattaforme di equity crowdfunding: quali investitori?[1]   Come integrare le diverse categorie di investitori, affiancando quelli professionali a investitori “privati” occasionali?

In attesa dell’aggiornamento al Regolamento, ricordiamo la necessità di coerenza con il Regolamento Europeo di cui sopra: la Capital Market Union intende favorire prestiti e collocamento di valori mobiliari entro i confini comunitari, tramite portali riconosciuti e iscritti a un registro dell’Esma (European Securities and Markets Authority), l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati.

 

La strada dell’Europa nella tutela alle PMI

Un’altra notizia che troviamo FONDAMENTALE per la tutela della salute delle PMI, è una Risoluzione del Parlamento Europeo, del 17 gennaio 2019.

Bruxelles rinnova caldamente l’invito a velocizzare i pagamenti su suolo europeo, proprio per garantire alle PMI forza contrattuale, qualità del lavoro e dei prodotti, sane pratiche commerciali, condizioni di lavoro ottimali: in pratica favorire la salute delle imprese.

L’invito a una cultura dei pagamenti rapidi punta a ridurre le scadenze delle fatture a 30 giorni: è segnalato che la possibilità di raggiungere termini di pagamento a 60 giorni, come ancora consentito dalla Direttiva 2011/7/UE, potrebbe essere un rischio per le aziende che dovessero usufruire di questa  “lacuna” normativa.

 

Le fatture, infatti, sono considerate vera e propria liquidità. Non per niente sono nati circuiti di Finanza Alternativa ad esse dedicati: l’Invoice Trading permette infatti la cessione dei crediti commerciali tramite piattaforme online con una notevole riduzione di tempi della gestione delle pratiche e ottenimento quasi immediato della liquidità.

La nota dolente, sottolinea Fabio Bolognini (Chief Risk Officer di Workinvoice) è che l’Italia è tra i paesi con tempistiche di pagamento più lunghe. Inoltre, è in aperta procedura d’Infrazione, assieme a Grecia, Slovacchia e Spagna, per l’inadeguata applicazione della Direttiva del 2011 sui ritardi nei pagamenti.

 

Con queste riflessioni, vi auguriamo un buon fine settimana, possibilmente Alternativo!

 

 

 

[1] Al momento il campo è ristretto a investitori professionali, ma la CONSOB avrà facoltà di individuare altre “particolari categorie di investitori”.

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