Velocità o fretta?

Viviamo in un mondo sempre più veloce. Ma la velocità, che è un’innovazione produttiva importantissima, tuttavia, porta con sé un passeggero scomodo: la fretta.

Ultimamente stiamo indagando quali possono essere le soft skill da esercitare, per evolvere nel lavoro e migliorare se stessi. La settimana scorsa abbiamo consigliato di praticare l’arte della pazienza.

 

La pazienza e il suo opposto, la fretta

Quella pazienza che è una assunzione di consapevolezza e un momento per lavorare, affinare le proprie competenze e attendere il momento giusto per scendere in campo e ottenere i risultati desiderati. Con conquistata lucidità.

L’esatto opposto della pazienza è la fretta. Quindi cerchiamo di capire che cosa comporta agire (e lavorare) sotto l’impulso della fretta.

Che cosa hanno in comune pazienza e fretta? Hanno in comune il fatto che sono due gestioni diverse del tempo.

 

Il nostro tempo ha accelerato

Per secoli il tempo è stato considerato in maniera biologica: gli spostamenti, le comunicazioni, il lavoro avevano necessariamente velocità connaturate a una tecnologia “artigianale”. Con l’evoluzione tecnologica, elettrica analogica e digitale, l’umanità ha fatto un salto in avanti. Un salto con una potenza di accelerazione mai vista prima e, tanto meno, immaginata.

Una velocità così improvvisa e inaspettata. Ha trovato l’umanità in gran parte impreparata ad accoglierla. Un’umanità che l’ha accolta con entusiasmo ma con scarsi strumenti per contrastare gli effetti negativi che questo entusiasmo può comportare. E l’effetto negativo in questione è la fretta.

Diceva Hemingway:

Quella eccitantissima perversione di vita: la necessità di compiere qualcosa in un tempo minore di quanto in realtà ne occorrerebbe.

 

Una perversione di vita, parola di Hemingway

Ma che cosa ha di così negativo andare di fretta, tanto che l’iconico scrittore definisce perversione? 

Ce lo spiega una grafica di Valeria Salvatico per Unindustria Servizi & Formazione Treviso Pordenone.  

Anche avere fretta significa gestire male il proprio tempo

 

  • Ci genera senso di urgenza
  • Ci mette sotto stress, generando malessere
  • ci porta ad interpretazioni errate;
  • ci fa perdere l’attenzione ai dettagli;
  • ci porta a “fare subito”, trascurando la visione d’insieme;
  • Ci scatena la competizione

La fretta è quindi, davvero, una cattiva consigliera.

Come smettere di avere fretta?

Quindi, come evitare di cadere nel rischio di fare le cose di fretta? O, meglio, come modificare la propria propensione alla fretta e migliorare la propria lucidità?

Rallentando, con pazienza. Individuando le proprie priorità e dedicando loro il giusto tempo. E, magari, affrontando un percorso di miglioramento della gestione del tempo.

Perché, per contraddirci, senza contraddirci: chi ha tempo, non aspetti tempo!



Vuoi approfondire? La tua opinione ci interessa! Scrivici e ti ricontatteremo.