L’Italia è una Repubblica fondata sulle imprese familiari

 

Termina un’altra settimana di input forti e interessanti: i nostri occhi hanno incrociato spessissimo il tema delle imprese familiari; anche in maniera intensa e attivamente interessata, tanto più che abbiamo partecipato alla X edizione dell’Osservatorio AUB (AIDAF-UniCredit-Bocconi) sulle aziende familiari italiane.

 

Le aziende familiari italiane secondo l’Osservatorio AUB

 

Il 27 novembre l’Osservatorio promosso dalla Cattedra AIDAF-EY di Università Bocconi, da AIdAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), UniCredit  e dalla Fondazione Angelini (con la collaborazione di Borsa Italiana e Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi) ha presentato la decima edizione del proprio report.

Fino a qualche anno fa le aziende oggetto di esame erano le aziende familiari con un fatturato superiore a 50 Mio euro. Da qualche anno sono state aggiunte nello studio anche le aziende tra i 20 ed i 50 Mio Euro.

Sono state quindi indagate le oltre 11.000 aziende a conduzione familiare con un fatturato superiore ai 20 milioni. Approfittando del decennale, sono anche stati messi a confronto i dati del 2007 con quelli del 2017.

Il risultato vede un ritorno ai livelli pre-crisi 2008 e un incremento generale; nel numero complessivo, nel numero di impiegati, nelle dimensioni; il tasso di crescita dei ricavi è diminuito, ma in percentuali minori rispetto alle aziende non familiari; inoltre è sceso anche il rapporto di indebitamento.

 

Per chiarire la posizione di YOPAdvisors in merito, vogliamo citare alla lettera l’amministratore delegato di UniCredit, Jean Pierre Mustier:

Si vede dal rapporto un’espansione sia a livello territoriale che industriale: in particolare lo sviluppo di nuovi hub urbani e l’individuazione di nuovi settori in cui investire. L’85% delle piccole e medie imprese italiane sono familiari. In Europa, rappresentano la spina dorsale dell’economia europea, il 60% del valore aggiunto e il 70% dell’occupazione. Si adattano più facilmente ai cambiamenti del mercato. Hanno maggiore creatività e flessibilità».

 

L’85%. Ottantacinque. In pratica trama e ordito del tessuto produttivo italiano. Flessibili, creative e innovative, in dieci anni hanno attraversato forse la più grossa crisi economica dal secondo dopoguerra. Con un’unica pecca, sulla quale crediamo sia fondamentale e doveroso lavorare: l’invecchiamento della classe dirigente e la difficoltà di rinnovamento.

 

Trovate una pagina-sunto dell’evento sul sito di Bocconi; invece, per approfondire il tema, consigliamo di leggere il report nella sua interezza.

 

 

Imprese familiari: pro e contro (anche se il mercato è dalla loro parte)

 

Agile e illuminante – come sempre – sull’argomento è il Sole24Ore: nell’articolo del 15 settembre propone un’analisi sulle performance delle imprese a conduzione familiare, anticipando i risultati dell’Osservatorio AUB.

I risultati brillanti negli ultimi dieci anni si possono ricondurre al settore preferenziale di questa categoria imprenditoriale, che, storicamente, si è sempre rivolta a prodotti industriali o destinati ai consumatori diretti. Si sono quindi parzialmente salvate dalla crisi dei mercati finanziari. Fondamentale, però, secondo una ricerca di Crédit Suisse, è l’approccio a investire sul lungo periodo, anche in termini di Ricerca e Sviluppo.

Tuttavia, c’è da tener presente che la prospettiva a lungo termine porta con sé un atteggiamento tendenzialmente conservatore e difensivo, specie se le redini sono ancora in mano alle generazioni più longeve: quindi ci possono essere resistenze in fasi di trasformazione, specie perché è spesso difficile fare posto a nuovi management all’interno di una compagine in larga percentuale legata alla famiglia.

Anche noi di YOPAdvisors lavoriamo per facilitare la continuità delle aziende di famiglia. Lo facciamo attraverso progetti strutturati e personalizzati in cui è centrale la convivenza tra le generazioni. L’obiettivo prioritario di questi progetti è allenare la generazione in carica e quella entrante a condividere la responsabilità dell’azienda.

 

Passaggi generazionali a Brescia

Ecco perché segnaliamo l’imminente convegno che si terrà a Brescia Martedì 4 dicembre: ci saranno la presentazione del Laboratorio dell’Università di Brescia dedicato alla continuità generazionale delle imprese familiari e del libro “Convivenze tra generazioni e passaggi di responsabilità nelle imprese industriali. Un’indagine sulla continuità delle aziende familiari”, dei professori Achille Fornasini, Alberto Mazzoleni per i tipi della Franco Angeli.

Oggetto della discussione, sia del libro che del laboratorio (tra loro legati), sono i temi della convivenza intergenerazionale e quello del ricambio ai vertici aziendali, indagati nell’ambito della provincia bresciana. Entrambi sono fasi fondamentali nella vita di un’azienda familiare; momenti cui è necessario prestare la massima attenzione e cura nella gestione, poiché richiedono scelte che possono essere vincenti, e imprimere un’accelerazione allo sviluppo, ma che, se non calibrate e ponderate, possono far intraprendere una china discendente.

Il convegno è gratuito, ma richiede iscrizione a causa dei posti limitati.

 

Scarica l’executive summary del report dell’Osservatorio AUB

Scarica il report dell’Osservatorio AUB

 

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