Il cinquecentenario di Leonardo da Vinci

In questi giorni ricorreva l’anniversario di morte di Leonardo da Vinci (2 maggio 1519), genio italico scomparso esattamente 500 anni fa.

La ricorrenza ha trasformato il 2019 in un anno leonardesco, denso di celebrazioni.

 

Leonardo: poliedrico e innovatore

Ma perché Leonardo è stato così importante è forse domanda pleonastica. Artista, pittore, scultore, studioso di anatomia, urbanista, architetto, ingegnere. Curiosissimo, sempre pronto a fare innovazione.

Passava con una naturalezza disarmante dal disegno alla pittura, dalla progettazione di città intelligenti alla progettazione e realizzazione di macchine: alcune futuristiche e mai realizzate (ad esempio le macchine per il volo) altre invece molto pratiche e utili (basti vedere le chiuse sui Navigli a Milano).

 

La curiosità e l’osservazione

Da dove gli venivano le idee? Dall’osservazione della realtà e dalla curiosità.

Per dirne una, un esempio del suo genio fu il suo accostare le volute dei capelli ai vortici delle correnti d’acqua. Un accostamento che può sembrare azzardato: ma questa similitudine può dare la grandezza del suo genio.

 «Nota il moto del vello dell’acqua, il quale fa uso de’ capelli, che hanno due moti, de’ quali l’uno attende al peso del vello, l’altro al liniamento delle sue volte; così l’acqua ha le sue volte vertiginose, delle quali una parte attende a l’impeto del corso principale, l’altra attende al moto incidente e refresso»

 

  Studio leonardesco sui capelli
Studio leonardesco sui vortici d’acqua

                  

Per questo vogliamo rendergli omaggio. Certo, lo fanno tutti, perché non dovremmo farlo noi? Alla fine, era un consulente ante litteram: ricordiamo che a Milano, su richiesta di Ludovico il Moro, realizzò dipinti, affreschi, sculture, progetti di macchine, palazzi, opere idrauliche, organizzazione della città. Tutte attività che esplicitò nella sua famosa “lettera d’impiego” di nove paragrafi (contenuta nel Codice Atlantico): un curriculum / lettera di presentazione efficacissima!

Però quello che vogliamo celebrare, assieme all’uomo e al genio, è anche l’innovatore, lo scienziato l’osservatore poliedrico che era in grado di farsi domande, innumerevoli e le più disparate. Capace anche di cercare le risposte alle domande, e, con metodo scientifico, trovare le giuste soluzioni passando dall’induzione alla deduzione.

È stato un uomo che ha racchiuso la passione scientifica e la ricerca del bello in un unico corpo.

 

Leonardo: un consulente d’antan

Lo consideriamo un esempio di consulente, un cervello sempre attivo e in movimento, attento alle esigenze e alle necessità di una città: a Milano dal 1482 al 1499 era al servizio di Ludovico il Moro, lavorando – tra gli altri – al Cenacolo, alla Dama con l’ermellino, al progetto per il monumento equestre di Francesco Sforza, padre del Moro, ai trattati sulla pittura e sulla geometria (il De Divina Proportione, incentrato sulla sezione aurea e scritto a quattro mani con il matematico Fra’ Luca Pacioli).

Poliedrico e polipotente, insomma, come vogliamo che sia la figura del perfetto consulente. Un professionista che fa andare il cervello, assieme alle mani. Un inventore, innovatore, presente a se stesso e ai suoi tempi, che, con curiosità e acume, osserva, ascolta, intuisce e prevede.

Ecco perché rendiamo omaggio a Leonardo da Vinci: perché – secondo noi – è il paradigma del perfetto consulente.

E vogliamo seguire il solco da lui tracciato, e che dura da secoli.



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