Perché continuiamo a parlare di Ricerca e Sviluppo, o meglio del Credito d’imposta?

 

Continuiamo a parlare di Credito d’imposta per la Ricerca e Sviluppo perché, per citare il Decreto Destinazione Italia del 2013 (da cui è scaturito), la riteniamo a pieno titolo un fattore essenziale “di progresso e opportunità di arricchimento economico, culturale e civile e, nel contempo, di rilancio della competitività delle imprese”.

Al momento la misura è prevista fino al 2020. Abbiamo quindi ancora poco più di due anni per usufruire di tutte le agevolazioni pensate per le imprese.

Ecco perché insistiamo sulla Ricerca e Sviluppo: per una sua effettiva validità e opportunità, ma anche per una questione puramente pratica, ovvero la finestra temporale che al momento termina a fine 2020 (tra 25 mesi).

 

Il servizio Bonus Ricerca e Sviluppo di YOPAdvisors

 

Sul nostro nuovo sito trovate una breve descrizione di quello che offriamo, e, in più una scheda dettagliata che sintetizza e chiarisce le linee guida del Ministero dello Sviluppo Economico.

Qui sotto un estratto:

Il bonus ricerca e sviluppo è una delle agevolazioni fiscali per le aziende previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

È una misura finalizzata ad aumentare la competitività delle imprese, con l’obiettivo di incentivare le aziende ad effettuare investimenti in Ricerca e Sviluppo. L’utilizzo di questo incentivo può produrre cambiamenti importanti per l’azienda perché genera innovazione, differenziazione, competitività e un effettivo risparmio fiscale.

YOPAdvisors accompagna l’imprenditore nell’individuazione delle spese ammissibili, nel calcolo dell’agevolazione potenziale, nel controllo della documentazione da allegare al bilancio, nella predisposizione della relazione del progetto di ricerca e in tutti quegli adempimenti finalizzati al riconoscimento del credito d’impostache si concretizza in una compensazione immediata del credito stesso con i debiti tributari dell’azienda.”

 

Ricapitoliamo il Bonus Ricerca e Sviluppo

 

Ma se ancora non sapete che cosa è il Bonus Ricerca e Sviluppo, o se siete indecisi se richiederlo o meno, vogliamo rendervi le cose anche più facili, con un nuovo percorso riepilogativo a tabelle:

     In che cosa consiste?

Un credito d’imposta è da considerarsi praticamente denaro contante, che non viene accreditato direttamente, ma serve per compensare il pagamento di imposte, tasse e contributi. Questo tipo di credito d’imposta può essere utilizzato anche in caso di perdite.

 

     Come viene calcolato?

Il 50% di quello che viene speso per le attività di Ricerca e Sviluppo viene trasformato in Credito d’imposta.

Bisogna che il soggetto richiedente spenda almeno € 30.000 in Ricerca e Sviluppo.

Il massimo di beneficio fiscale ottenibile è € 20 milioni/anno.

 

     A chi si rivolge

A tutte le imprese.

Senza limitazione di forma giuridica; settore produttivo (anche agricoltura); dimensioni (es. in termini di fatturato); regime contabile.

E anche a consorzi e reti di imprese;
enti non commerciali, Università o altri centri di ricerca
stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di imprese non residenti.
imprese che operano sul territorio nazionale (residenti o stabili organizzazioni) in base a contratti di committenza con imprese estere, università o altro ente od organismo di ricerca localizzati: in altri Stati membri dell’Unione europea; negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio Economico Europeo (membri UE, Norvegia, Islanda e Lichtenstein); in Paesi che consentono un adeguato scambio di informazioni (DM 4 settembre 1996 e successive modificazioni e integrazioni).

 

     Ambito di applicazione: Ricerca e Sviluppo. Che cosa è considerato Ricerca e Sviluppo?

Ricerca fondamentale Lavori sperimentali o teorici svolti con la principale finalità di acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti
Ricerca industriale Ricerca pianificata o indagini critiche volte ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, a esclusione dei prototipi di cui sotto.
Sviluppo sperimentale Acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati.

Si tratta anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida.

Produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

 

     Quali sono le spese che effettivamente possono essere calcolate ai fini della richiesta del Credito d’Imposta?

 

I criteri sono stabiliti nel Manuale di Frascati 2015 dell’OCSE “Guidelines for Collecting and Reporting Data on Research and Experimental Development”, richiamato al punto 75 della Comunicazione della Commissione Europea “Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione” (2014/C 198/01), fonte giuridica dell’art.3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145.

E sono riassumibili come segue:

  • Personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
  • Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio. Nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti dalla normativa di riferimento. Questo in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo. E comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto dell’Iva;
  • Spese relative a contratti di ricerca (extra-muros) stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati. Oppure con altre imprese comprese le start-up innovative;
  • Competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori. Oppure a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

     Quali sono gli adempimenti necessari per richiederlo?

Bisogna individuare il progetto di Ricerca e Sviluppo per il quale richiedere l’agevolazione. Individuare  quindi le spese che possono essere oggetto di calcolo. Raccogliere e controllare tutta la documentazione da allegare ai bilanci. Predisporre una relazione che illustri la ricerca condotta. Far predisporre la certificazione della documentazione contabile. Procedere alla compensazione di imposte e contributi tramite Modello F24.

 

 

 

Per farla semplice, come si può ottenere il credito d’imposta per le attività di Ricerca e Sviluppo?

La risposta è semplice: affidatevi a dei professionisti. Specialisti che sappiano capire che cosa sta facendo la tua azienda, che delineino con esattezza i progetti e le relative spese ammissibili, che documenti, relazioni e certifichi le attività che ricadono sotto le categorie interessate dalla misura. E che ti facciano avere, in tempi rapidi e concordati, crediti d’imposta immediatamente compensabili quando si presentano le scadenze fiscali.

Professionisti che ti sollevano da fastidi e preoccupazioni, che ti offrono un pacchetto completo, perché la tua impresa non debba preoccuparsi di null’altro, se non la propria attività.

In una parola sola: YOPAdvisors.

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